
Canzone d'autunno
(P.Verlaine)
I lunghi singhiozzi
Dei violini
D'autunno
Mi feriscono il cuore
Con un languore
Monotono.
Tutto affannato
E pallido, quando
Rintocca l'ora,
Io mi ricordo
Dei giorni antichi
E piango;
E me ne vado
Nel vento maligno
Che mi porta
Di qua, di là,
Simile alla
Foglia morta.
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" Se tu mi dimenticassi"
Voglio che tu sappia una cosa.
Tu sai com'è questa cosa:
se guardo la luna di Cristallo,
il ramo rosso del lento autunno alla mia finestra,
se tocco vicino al fuoco l'impalpabile cenereo
il rugoso corpo della legna tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste, aromi, luce, metalli,fossero piccole navi
che vanno verso le tue isole che m'attendono.
Orbene, se a poco a poco cessi d'amarmi
cesserò d’amarti a poco a poco.
Se d'improvviso mi dimentichi, non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata.
Se consideri lungo e pazzo il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi a lasciarmi sulla riva del cuore in cui ho le radici,
pensa che in quel giorno, in quell’ ora leverò in alto le braccia e
le mie radici usciranno a cercare altra terra.
Ma se ogni giorno,ogni sera
senti che a me sei destinata con dolcezza implacabile
se ogni giorno sale alle tue labbra un fiore a cercarmi
ahi, amore mio, ahi mia, in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né dimenticail mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finché tu vivrai starà tra le tue braccia senza uscire dalle mie.
P. Neruda
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è così facile ferirmi, ...basta un nulla e il cuore inizia a sanguinare, silenziosamente, segretamente...
il sorriso sulle labbra, e dentro una ferite che lacerano l'anima...
dolori che difficilmente diventano visibili...
in fondo basta solo un sorriso per celarli...
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Non t'amo come se fossi rosa di sale
di Pablo Neruda
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
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La notte non è mai così nera come prima dell'alba ma poi l'alba sorge sempre a cancellare il buio della notte.
Così ogni nostra angoscia, per quanto profonda prima o poi trova motivo di attenuarsi e placarsi,
purchè lo vogliamo. Sappiamo che c'è la luce perchè c'è il buio
che c'è la gioia perché c'è il dolore che c'è la pace perché c'è la guerra
e dobbiamo sapere che la vita vive di questi contrasti.
~ da Notte infinita ~
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Fammi un ritratto del sole-
Così che io possa appenderlo in camera mia-
E possa fingere di scaldarmi
Mentre gli altri lo chiamano " Giorno"!
Disegnami un pettirosso- su un ramo-
Così che io possa ascoltarlo - mentre dormo-
E quando cesserà il campo nei campi-
Anch'io deporrò la mia illusione.
Dimmi se e' vero che fa caldo a mezzogiorno
Se sono i ranuncoli- quelli che volano-
O le farfalle- quelle che fioriscono.
Poi, manda via il gelo dai prati
E scaccia la ruggine dagli alberi
Dammi l'illusione che- ruggine e gelo-
Non debbano più tornare!
(Emily Dickinson)
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non capisco perchè non si veda il mio ultimo post...
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Speranza
Mi svegliai in preda ad un terrore folle:
avevo perso la mia anima, qualcuno o qualcosa,
non saprei dirlo, me l'aveva rubata.
Improvvisamente mi trovai completamente solo
ad affrontare il giorno nascente,
per la prima volta mi sentivo veramente abbandonato.
Aprii gli occhi, ma non vidi niente e nessuno.
Accesi una luce, ma la luce non c'era, o non la vedevo.
Che cosa è successo, mi chiesi.
Che cosa faccio ora continuai a domandarmi,
la luce non c'è se ne andata insieme alla mia anima.
Provai a chiamare gli amici, ma neanche loro risposero.
Passò del tempo, ma non saprei dire quanto
perché non c'era più il giorno, solo notte buia intorno a me.
Ero senza forze e pensai di non poterne
più venir fuori e che ormai la vita,
se così si può chiamare senza l'anima, fosse giunta alla fine:
non c'era più una via di uscita.
Piansi lacrime amare,
ma ad un tratto, tra le lacrime,
mi sembrò di scorgere una luce.
Si era una fioca luce appena visibile tra la nebbia del dolore,
ma c'era, seppur lontanissima: ma c'era.
Inizia a camminare verso di essa,
mi sembrava che più camminassi e più essa si allontanasse.
Passarono ore, poi giorni, poi settimane
ma alla fine giunsi di fronte a quella luce.
Altro non era che una piccola candela
posata su di un foglio di carta con su scritto:
SPERANZA.

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